Viscosupplementazione e Artrosi:
Una Riflessione Critica dell’ESCEO
L’impiego dell’acido ialuronico è una pratica ampiamente diffusa nella clinica da parte di specialisti che trattano pazienti con osteoartrosi. Questo intervento mostra una notevole efficacia nel ridurre il dolore, migliorare la funzionalità e la qualità della vita, soprattutto quando i pazienti sono selezionati con attenzione. Tuttavia, le evidenze scientifiche e le linee guida internazionali non offrono indicazioni univoche, a causa dell’eterogeneità dei prodotti e dei disegni degli studi.
Una recente metanalisi condotta da Pereira et al. e pubblicata sulla rivista “Osteoarthritis and Cartilage” ha esaminato l’efficacia delle infiltrazioni intra-articolari (IA) nel trattamento dell’artrosi di ginocchio e anca. L’obiettivo della metanalisi era confrontare diversi trattamenti intra-articolari, inclusi acido ialuronico (IAHA), corticosteroidi (IACS) e PRP. Gli autori hanno concluso che solo i corticosteroidi offrono un beneficio clinicamente significativo a breve termine, mentre l’IAHA non risulta più efficace del placebo e comporta un rischio accresciuto di eventi avversi gravi.
Questa ricerca ha suscitato un ampio dibattito nella comunità scientifica, spingendo il Gruppo di Lavoro dell’ESCEO sull’artrosi a esprimere le proprie riserve in una recente pubblicazione di Migliore et al. In particolare, il Gruppo ha condotto un’analisi critica della metanalisi, evidenziando problematiche metodologiche significative. Innanzitutto, sono stati esclusi arbitrariamente vari studi considerati “ad alto rischio di bias”, senza una adeguata analisi di sensibilità, in violazione delle linee guida di ISPOR e PRISMA-NMA. Inoltre, è fondamentale notare che nel contesto della ricerca e dello sviluppo terapeutico per l’artrosi, sono stati inclusi farmaci non ancora approvati per questa specifica condizione. Questi farmaci, pur oggetto di studi clinici, non hanno ricevuto l’autorizzazione dalle autorità competenti, e la loro sicurezza ed efficacia rimangono in fase di valutazione.
Sono stati inoltre considerati dosaggi sperimentali, che possono differire significativamente dalle dosi standard comunemente utilizzate nella pratica clinica. Questa situazione contribuisce a creare una visione distorta della realtà clinica, poiché i risultati ottenuti da tali studi potrebbero non riflettere l’esperienza pratica degli operatori sanitari e, ancor peggio, le reali condizioni di trattamento dei pazienti affetti da artrosi.
Un altro aspetto cruciale è rappresentato dalla soglia utilizzata per definire il Minimum Clinically Important Difference (MCID), fissata a -0,37 SMD, che è considerata troppo rigida e priva di supporto evidenziale solido. Questa rigidità potrebbe portare a conclusioni fuorvianti riguardanti l’efficacia di un intervento o di un trattamento.
È essenziale considerare che le soglie di MCID dovrebbero riflettere le esperienze e le percezioni dei pazienti, le quali possono variare notevolmente in base a fattori individuali, come la gravità della condizione, le aspettative personali e il contesto clinico. Una soglia fissa come quella di -0,37 SMD potrebbe non tener conto di queste variabili e rischiare di non catturare miglioramenti significativi nelle condizioni dei pazienti che non raggiungono questo valore predefinito.
Anche la presentazione dei dati sui dropout ha mostrato lacune, non distinguendo tra eventi correlati e non correlati al trattamento, il che ha ridotto la trasparenza delle informazioni e compromesso l’integrità dei dati sulla sicurezza. Infine, la metanalisi non ha considerato le diverse indicazioni per IAHA e IACS, limitando la rilevanza delle conclusioni.
Questi punti ridimensionano le conclusioni della metanalisi, richiamando alla necessità di maggiore trasparenza e rigorosità metodologica, soprattutto quando tali risultati possono influenzare decisioni cliniche. Come dimostrato da molteplici studi, se utilizzato correttamente, l’acido ialuronico rappresenta un’opzione terapeutica valida ed efficace per i pazienti affetti da artrosi. Tuttavia, il dibattito sull’efficacia reale di questo trattamento rimane aperto e continua a suscitare interesse. notevole interesse nella letteratura scientifica, che richiede ulteriori ricerche e approfondimenti.
Dott. Marco Paoletta
Bibliografia:
– Alberto Migliore, Ali Mobasheri, Jean-Yves Reginster and Emmanuel Maheu, Comment on: ‘Effectiveness and safety of intra-articular interventions for knee and hip osteoarthritis based on large randomized trials: a systematic review and network meta-analysis (Pereira et al., 2025), Osteoarthritis and Cartilage, (2025) doi:https://doi.org/10.1016/j.joca.2025.03.007
– Pereira TV, Saadat P, Bobos P, Iskander SM, Bodmer NS, Rudnicki M, Dan Kiyomoto H, Montezuma T, Almeida MO, Bansal R, Cheng PS, Busse JW, Sutton AJ, Tugwell P, Hawker GA, Jüni P, da Costa BR. Effectiveness and safety of intra-articular interventions for knee and hip osteoarthritis based on large randomized trials: A systematic review and network meta-analysis. Osteoarthritis Cartilage. 2025 Feb;33(2):207-217. doi: 10.1016/j.joca.2024.08.014. Epub 2024 Sep 10. PMID: 39265924.

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